BLOG APERTO A TUTTI!!

"El Cor" - Foto di Danilo Benvegnu'' -

AGNER e DINTORNI , vuole essere uno spazio a disposizione di abitanti e frequentatori di questi luoghi.
Ovviamente questo vale anche per associazioni, amministratori locali e per tutti coloro abbiano da proporre tematiche inerenti l'Agordino.
E sopratutto vogliano promuovere tante lodevoli iniziative spesso note ai soli abitanti del paese in cui si svolgono!

Inviateci tramite e-mail il programma di quanto organizzate, con molto piacere, sarà inserito quanto prima su Agner & Dintorni..


LE APPARIZIONI DI VOLTAGO



LA MADONNA DI VOLTAGO (PRIMA PARTE)





L'ULTIMA VEGGENTE RIMASTA MI HA DETTO, LA MADONNA TORNERA' A VOLTAGO MOLTO PRESTO, LA STESSA CONFERMA VIENE DA MEDJUGORIE.


IN BARBA A TUTTI COLORO CHE L'HANNO UMILIATA ED UMILIATO CHI CI CREDEVA.

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RETROSPETTIVA STORICA

VOLTAGO E LE APPARIZIONI...

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Nel Bellunese sei pastorelle videro nel 1937 la Vergine Maria?

Inchiesta su un caso storico dai molteplici aspetti che a tutt'oggi tiene desta l'attenzione dei fedeli e dei denigratori

Cinquant'anni fa Voltago viveva il suo momento di gloria: tutti ne parlavano e i giornali ne scrivevano. Arrivavano ad Agordo treni zeppi di passeggeri, che facevano registrare il tutto esaurito negli alberghi del capoluogo e di Frassenè. Le folle accorrevano da tutt'Italia perché, a Piandison, sei pastorelle vedevano la Madonna. La prima apparizione l'ebbero mentre pascolavano le mucche, il 5 luglio ‘37. L'ultima avvenne il 2 ottobre. La nostra inchiesta sul trascendente si soffermerà sull'inspiegabile fenomeno delle apparizioni della Madonna, nel Bellunese. Ricordiamo che, dalle cronache, le apparizioni, in Italia, dal 1928 al 1975 sarebbero 83. La Chiesa ne ha riconosciute, in tutti i tempi, solo sette, tra cui Lourdes e Fatima. La più attuale, oggi, è quella di Medjugorje. Dunque, quel 5 luglio ‘37, le sei pa storelle, verso le 13, accanto a un masso, videro la Vergine vestita di bianco, cinta da un nastro azzurro, con accanto il bambino Gesù. La visione si ripeté, la voce si sparse, i giornali diffusero lunghe cronache ricche di fotografie. La gran massa di gente accorreva da ogni dove. Fra i presenti, durante le "estasi" delle apparizioni, parecchi dissero di udire canti celesti. Il podestà di Voltago fece recintare il luogo delle apparizioni per tutelare l'incolumità delle veggenti. Le corriere si rivelarono insufficienti a trasportare i fedeli e i curiosi. Accaddero incidenti e si crearono occasioni di pericolo pubblico. Per tre mesi l'interesse fu al calor bianco. Migliaia di occhi videro le pastorelle in ginocchio, accanto al sasso del miracolo, che pregavano, parlavano con la Madonna e sfioravano con le mani, compiendo movimenti coordinati, la veste evanescente. Fu visione vera? Fu imbroglio? Fu allucinazione collettiva? Tra i fedeli, chi credeva e chi no. Le apparizioni della Madonna, a VoItago, nel ‘37, erano vere? Sulle 6 ragazze che la vedevano, e su chi ci credeva,cadde la doccia fredda della Chiesa ufficiale, tramite l'ordinario diocesano del tempo, monsignor Giosuè Cattarossi. Il 24 luglio, egli diffuse questo comunicato loro si recavano a comunicarsi altrove, to: "Le affermazioni delle fanciulle non solo non sono confortate da fatti aventi qualche carattere soprannaturale,ma hanno contro non pochi elementi che escludono, in via assoluta possa trattarsi di vere apparizioni della Vergine. Perciò, vieto al clero di intervenire e di favorire i pellegrinaggi dei fedeli". L"Osservatore romano" del primo ottobre ‘37 ribadì la presa di posizione. Era la scomunica. Nonostante questa, non furono pochi coloro che il 25 di ogni mese si recano per lungo tempo sul luogo, da Rivamonte, da Tiser, da Agordo, da San Tomaso e da altri paesi, convinti che la Madonna sarebbe riapparsa. I sacerdoti non davano più la comunione: loro si recavano altrove dove non erano conosciuti. Tra i credenti c'era un certo "Bepi orbo", che era, cieco, e che aveva chiesto la grazia di vedere. Gli fu risposto: "Se ti do la vista, non ti salvi". Le posizioni sulla autenticità delle apparizioni erano delineate. Gli scettici e i fanatici, irrazionalmente, erano gli uni per negare e gli altri per affermare l'autenticità. La Chiesa ave va messo fuori legge le apparizioni. Perché, in tempi così rapidi, la Chiesa abbia assunto una posizione così netta, quasi drastica, resta un interrogativo senza sposta. Di certo, per testimonianze raccolte, si verificarono alcuni fatti che, nel "clima" del momento, ebbero un peso rilevante. Il primo di questi fatti è che una delle veggenti, ad un certo punto, rinnegò le visioni. Subito dopo, o forse prima, sarebbe stata "posseduta" dal demonio. L'avrebbero vista trasformarsi, diventare tutta rossa in viso, saltare da una valle all'altra con grandi balzi sovrumani. Una delle pastorelle di Voltago che dicevano di vedere la Madonna, nel '37, era indemoniata? L'ipotesi è di quelle destinate a colpire la fantasia popolare come una frustata. Fu fatto vero, suggestione, credenza, malignità? Lasciò sicuramente traccia nei documenti ufficiali. Testimoni oculari del tempo, parlando di questa ragazza dicono che sembra sia stata esorcizzata dal parroco di allora e che dopo l'esorcismo si sia ristabilita e non abbia più mostrato atteggiamenti anormali. ma tutto ciò non significa che fosse indemoniata e che l'esorcismo l'abbia guarita. Su questo "fatto demoniaco", ipotizzando che sia vero, si avrebbe la seguente spiegazione: Quella ragazza - non si è potuto ancora ricostruire in quale momento delle apparizioni, se all'inizio, a metà o alla fine - sarebbe stata convinta da un autorevole personalità a "ritrattare". Cioè, ad affermare che non era vero che vedeva la Madonna, e che perciò aveva mentito. Le "crisi" da indemoniata, sarebbero venute dopo tale voltafaccia e coloro che sostenevano la tesi della autenticità delle visioni le attribuirono proprio al suo atteggiamento. come una punizione divina. Coloro che credevano a una mistificazione delle veggenti presero la ritrattazione come prova delle loro convinzioni

Tratto IL SEGNO - 6 - SETTEMBRE 1990 -

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VEGGENTI IN ESTASI



Questa è solo la prima pagina di un fatto che ha segnato per la vita alcune persone. Seguiranno tante altre pagine compresi gli interrogatori delle veggenti fatta da colui che diventera Papa, l'allora sacerdote Luciani.


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LA MADONNA DI VOLTAGO - (SECONDA PARTE) 

- La prima apparizione della Madonna





Al governo della nazione c'era il regime fascista con Mussolini. Papa era Pio XI. In Spagna c'era la guerra, franchisti contro "rossi". In provincia di Belluno, per molti, tanta miseria e poca istruzione, specie nei ceti bassi.


Il 10 luglio '37, i lettori del Gazzettino, su una colonna trovarono questa notizia. "Una misteriosa apparizione che ha prodotto profonda impressione nella popolazione del ridente e laborioso paese alpestre di Voltago, della quale si potrebbe mettere in dubbio l'attendibilità, se non vi fossero numerose testimonianze oculari, è avvenuta lunedì 5 corrente mese nelle prime ore del pomeriggio, mentre alcuni ragazzi e ragazze attendevano al pascolo delle mucche, nelle praterie comunali situate nella località Piandison.

A detta dei medesimi ragazzi, Nerina Faustini, Maria Miana, Giovanni Miana, Dario e Alba Agnolet improvvisamente, verso le 13 apparve alla loro vista la Vergine Immacolata, vestita di bianco, cinta da un serico nastro celeste e coperta da un velo nero con a fianco un bambino .

A tale vista i fanciulli si misero a cantare il "Dio ti salvi o Maria" , restando per oltre mezzora immobilizzati nella preghiera.

Interrogata dai medesimi perché avesse il velo nero rispose per i peccati del mondo.

Alla giovinetta Nerina Faustini, che le aveva chiesto se sarebbe ritornata, fece cenno affermativo col capo. I pastorelli, abbandonate le mucche, si recarono in paese a diffondere la notizia della misteriosa comparsa".

Quel primo articolo, in ritardo di 5 giorni sul fatto, proseguiva dando la cronaca spicciola anche delle altre apparizioni, da martedì a venerdì.

Soffermarsi su quella prima apparizione, chiarendola nei dettagli, ci sembra determinante per la conoscenza del fenomeno.

Come fu la prima apparizione della Madonna, a Voltago, il 5 luglio 1937?

Ecco il racconto di Anna Agnolet che visse quei momenti: "Verso l'una, ero seduta sul prato, quando, improvvisa¬mente, la mucca che custodivo cominciò a dare segni di impazienza e si allontanò dal luogo del pascolo, come se intimorita. Allora io la rincorsi e, passando nelle vicinanze del masso, dove poi apparve la Vergine, mi parve di veder muoversi qualche cosa, di che, al momento, non seppi rendermi conto. Impressionata chiamai i miei compagni: mio fratello Dario, la Nerina Faustini e Giovanni Miana, i quali, tutti, stavano attendendo al pascolo delle mucche nel bosco soprastante. Mio fratello Dario e Giovanni Miana accorsero e si avvicinarono cautamente al grosso masso e, d'un tratto, come per una forza soprannaturale, caddero in ginocchio e cominciarono a pregare.

"Nello stesso istante, ai loro occhi apparve una luce bianca. io e la Faustini restammo profondamente meravigliate e ci unimmo alla preghiera dei due ragazzi, i quali ci dissero di avvicinarci, perché "c'era la Madonna con un bambino al fianco. Anche noi, allora, vedemmo, ma, come ci avvicinammo, la visione scomparve."

Tra le varie ipotesi contro la veridicità delle apparizioni ci fu quella che i ragazzi avessero architettato uno scherzo, nonostante la loro tenera età (dai 9 ai 13 anni). Il Gazzettino del tempo scrisse: "Verso le ore 16 di giovedì (8 marzo '37) i R.R. Carabinieri di Agordo, interrogati alcuni che ebbero l'onore e il grande privilegio di vedere l'immagine della Madonna, con cui avrebbero parlato in piena intimità, confermaro¬no quanto noi riportiamo a titolo di cronaca.

IL SEGNO - SETTEMBRE 1990 - 17



COMMENTO: Tante ipotesi sin dall'inizio, mancanza di cultura o ignoranza, perchè la Madonna dovrebbe scegliere un professore universitario per apparire?O non è meglio una coscienza pulita come quella di questi ragazzi.
seguite la storia delle apparizioni e vi farete un'idea
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MADONNA DI VOLTAGO -  (TERZA PARTE) - CONTINUANO LE APPARIZIONI E MOLTI SI CONVINCONO CHE STA SUCCEDENDO QUALCOSA DI SOPRANNATURALE



Al martedì e al mercoledì (6 e 7 marzo '37).- prosegue il Gazzettino - nel pomeriggio, pressoché alla stessa ora riapparve nella medesima località la Madonna alle giovanette Elsa Miana e Rina Conedera e ad altri, ma con una variante, cioè col bambino in una culla e con la mano alzata in atto di benedire" .

Dopo le apparizioni della Madonna ai bambini di Voltago, lunedì 5, martedì 6 e mercoledì 7 luglio '37, e non avendo ancora i giornali dato alcuna informazione, la "notizia si diffuse anche per tutta la plaga agordina" , come riporta il Gazzettino di sabato l0 luglio '37, per la prima volta.

"Giovedì 8, all'ora indicata, e cioè dalle 13 alle 15, oltre un migliaio di persone, provenienti da Agordo, Frassenè e Rivamonte convennero nella predetta località". Ad una delle prime tre apparizioni, quando non c'era ancora tanta folla, ma solo spettatori occasionali, assistè Achille Santomaso, un minatore, che, al cronista del tempo descrisse "ammirato la devozione con cui molti presenti invocavano pietà dalla Madon¬na: altri, stando nelle vicinanze a lavorare, udirono i canti del Gloria Patris". Ci furono altre persone, oltre ai bambini: Che- videro la-Madonna? Ecco cosa scrisse il Gazzettino: "Ieri - mercoledì 8 luglio '37 - è stata la volta delle ragazze Zelinda Ghebber (24 anni), Nella Bertoldi di Agordo (19 anni) e della contadina Enrichetta Da Campo (27 anni), nonché di tanti altri di cui riesce impossibile indicare il nome. La Da Campo che, nei primi giorni del miracolo, si era mostrata alquanto incredula, alla vista della Madonna restò immobilizzata e quasi contemporaneamente cadde a terra, priva completamente di sensi".

Quindi, se la cronaca fu fedele, la Madonna sarebbe stata vista anche da adulti.

Precedentemente, alla seconda visione, martedì 6 luglio '37, assistettero altre due ragazze, Elsa Miana, 13 anni, e Rina Conedera, 14 anni. Anche quest' ultima, prima, era stata incredula, ma poi seppe ri ferire esattamente le parole della Vergine, così come riferivano le altre veggenti. La Madonna, dunque, era vista da alcuni e da altri no. E dava dei messaggi che le veggenti sapevano ripetere, e che coloro che non la vedevano non coglievano. Erano persone attendibili, le veggenti?

Per verificarlo si interessarono i carabinieri di Agordo e un dottore, come dice il Gazzettino del 15 luglio '37: " ...

le bambine furono sottoposte ad un severo interrogatorio e visitate dal medico provinciale, il quale dopo avere assunto varie informazioni sulle condizioni di salute delle umili bambine e delle loro famiglie, emise un favorevole responso sulla salute delle singole ragazzette" .

Nel giro di pochi giorni, dopo che la stampa aveva diffuso la notizia delle apparizioni della Madonna, le folle accorsero a Voltago dal Triveneto dall'Emilia, dalla Lombardia, sempre più numerose: 4 mila; 6 mila, l0 mila ...

Il podestà di Voltago fece recintare la zona attorno al masso dove si manifestavano le visioni e i pellegrini, per assicurarsi i posti migliori, fin dalle prime luci dell'alba "percorrevano le mulattiere, umili, benestanti, infermi, sacerdoti, suore, vecchi, bambini, paralitici", si legge nelle cronache dell'epoca.

Nei momenti delle estasi, alle veggenti si davano rosari da far benedire, biglietti con domande da porre alla Madonna, Si facevano domande a voce, si porgevano bambini in braccio, sani da benedire e ammalati da guarire.

Fu chiesto come era vestita, e Rina Conedera rispose: "È vestita completamente di bianco colla fascia azzurra e 12 stelle d'oro intorno al capo.-È- a piedi nudi e tiene il rosario tra le mani". Fu dato un biglietto con scritto:

"Vincerà la croce di Cristo nella Spa¬gna cattolica?". Le bambine non potevano leggerlo, e la risposta fu: "Sì, purché abbiate a pregare". Il fatto in spiegabile era che le bambine, conoscendo solo il dialetto agordino, rispondevano in perfetto italiano:

"Chi fa soffrire?", fu fatto domandare.

Risposta: "Gli increduli". Venne chiesto il segno di un vero e proprio miracolo, verificabile da parte di tutta la folla: "Non posso ancora rispondere ... pregate per il segno". Il podestà di Voltago, Ilario Da Campo, intervistato dal Gazzettino del 16 luglio '37, tra l'altro, disse: "Escludo che i ragazzi siano capaci di qualunque finzione o trucco. D'altro canto la visione è apparsa anche ad adulti: come Zelinda Ghebber e Nella Bertoli di Agordo. Sottoposti ad interrogatori molto severi, presenti suore, carabinieri ed altre autorevoli persone, nonostante qualche minaccia per intimorirli, hanno risposto simultanei e concordi senza contraddizioni"


Segni nel cielo


Mercoledì 14 luglio '37, alle 13.55 le bambine Nerina Faustini, Maria Miana e Rina Conedera, in una delle visioni della Madonna, a Voltago, come riferisce l'Avvenire d'Italia del tempo, " ... lanciarono una esclamazione di doloroso stupore, mentre col braccio teso indicavano una nuova apparizione: "Dio! Guarda lassù, il crocifisso!" E tendevano la mano contemporaneamente tutte e tre insieme verso la Gu¬sella del Vescovà, una delle cime delle Prealpi bellunesi. Una gran croce con il Cristo crocifisso era apparsa loro in un nimbo d'oro e di fuoco. Si cercò di distrarre le bambine per far svanire loro la visione, ma tutto fu inutile. Con accenti di dolore ripeterono l'esclamazione, come ispirate da una forza soprannaturale "Dio! Dio! Guarda, guarda, ora ha spalancato le braccia". Alle 13.59 tale visione spariva - era durata 4 minuti - e le bambine scoppiavano in un dirotto pianto. Alle veggenti, quindi sarebbe apparso anche Gesù in croce in una visione dalle proporzioni grandiose, con le braccia che di tanto in tanto abbracciavano l'ampiezza della volta celeste. Scomparendo, lasciò sulla scia miracolosa - si legge sempre sul Gazzettino - un fascio di luce bianca.


Note: La Storia si va complicando anche per gli scettici, la situazione si va evolvendo e da gli interrogatori di queste povere pastorelle non risultano contraddizioni.Oggi e con la quarta parte si andrà ad analizzare cosa ci sia di collegato con le apparizioni di Medjugorie.

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MADONNA DI VOLTAGO  (QUARTA PARTE) 


- INIZIANO GLI INTERROGATORI - CONTINUANO LE APPARIZIONI



Quel giorno, l'articolista concludeva:

"Permane in tutti lo schietto convincimento che ci si trovi dinanzi a un avvenimento miracoloso, nonostante dei fatti concreti, vale a dire realmente tangibili, non si siano ancora avverati".
E la Chiesa? Sempre dal Gazzettino del tempo risulta che "Le autorità ecclesiastiche mantengono, però, sulla autenticità di queste miracolose visioni, il più assoluto riserbo".
La "svolta" definitiva si ebbe, molto probabilmente, sabato 17 luglio, quando le veggenti vennero sottoposte all' esame delle autorità ecclesiastiche, come riferisce il Gazzettino: "Nella mattinata le ragazze furono interrogate da una commissione di alti prelati, ma sui risultati di tale interrogatorio si man¬tiene il più rigoroso riserbo". Le veggenti di Voltago, cosa risposero, nei dettagli, quando furono interrogate sulle apparizioni della Madonna? Probabilmente vi sono dei "verbali", negli archivi della caserma dei carabinieri di Agordo e negli archivi ecclesiastici. Ma non siamo in grado di accedervi.
L'Avvenire d'Italia del luglio '37, in un articolo, informato da "persona ragguardevole e degnissima di fede", riferisce, testualmente: "I fanciulli privilegiati, abilmente sottoposti ad interrogatori, simultanei e separati, rispondono sempre conformemente ed uniformemente" .
Ma com'erano, questi bambini? Ecco il loro "ritratto", dato dal podestà Ilario Da Campo: "Sono ragazzi sani e fiorenti, così pure le loro famiglie. Lavorano tutto il giorno, si nutrono scarsamente, ma pochissime volte ricorrono al medico. Quindi, non credo soggetti facili ad essere influenzati e suggestionati, perché sopratutto il montanaro è di carattere assai timido e freddo. Sono di umilissime condizioni ed anche, se si può dire, ignorantelli, perché a causa dei lavori cui devono accudire in ogni stagione, frequentano di rado la scuola e vi attendono con scarso profitto. Perciò escludo che siano capaci di mistificazioni o trucchi, come si suoi dire".
Il cronista del Gazzettino dell'epoca chiese alle ragazze se leggevano libri religiosi. Risposero che mancava loro il tempo e che soltanto d'inverno andava¬no alla dottrina, ma imparavano con molta fatica.
Hanno aggiunto che sono molto devote e che quando possono si accostano anche ogni giorno alla comunione.
Sulle apparizioni venne intervistata la superiora dell'ospedale di Agordo, suor Tarzilla, appena tornata dal "luogo miracoloso". Ella, "pur facendo molte riserve sull'autenticità del fatto, ammise molte circostanze favorevoli che potran¬no 'essere prese in più seria considerazione in un ulteriore sviluppo del fatto miracoloso". Il Gazzettino riportò anche questo dato: " ... sembra che la Vergine abbia detto che la sua comparsa si ripeterà 18 volte".
Com'era la Madonna che le veggenti di Voltago videro molte volte a partire dal 5 luglio del '37?
La bambina Rina Conedera l'ha descritta così: "È a piedi nudi, ed ha il rosario nelle mani giunte. Il suo vestito è tutto bianco, ha una fascia azzurra alla vita e intorno al suo capo ci sono 12 stelle d'oro". In base a quella descrizione, un ignoto la dipinse e c'è ancora oggi quell' immagine diffusa tra i fedeli.
Qualcun altro, il 16 giugno del '38, creò anche la seguente preghiera: "O Vergine Immacolata di Voltago, nell'anima mia nasce la speranza che tu mi esaudisci! Aspetto dunque la grazia, sono tua figlia! O Vergine Immacolata di Voltago, l'anima mia è desolata, si trova nello spavento, aiuta, consola chi ti ama e prega! Metto nelle tue mani tutta me stessa: in nome di Gesù, Immacolata di Voltago pensaci tu!"
La Madonna, secondo le testimonianze delle bambine, assumeva atteggiamenti diversi: un giorno apparve con un aspetto molto triste e avvolta in un velo nero. Un'altra volta, vestita di bianco, aveva sorriso alle pastorelle.
In una successiva apparizione era piangente col rosario tra le mani.
Durante una delle estasi delle bambine, rapite dall'immagine che sorrideva loro e che pregava insieme a loro, dalla massa dei fedeli che assistevano fu fatto domandare: "Chi sei tu?" "lo sono la Vergine Immacolata - fu la risposta, per bocca della bimba Rina Conedera - ma voglio esser chiamata l'Addolorata". La piccina, dicono le cronache dell'epoca, rispondendo, aveva una voce che non sembrava la sua normale. La gente voleva sapere anche quanto era alta la Madonna, e le veggenti risposero che era alta un metro e 60 centimetri, circa.
Una "visione" che impressionò la moltitudine si ebbe un pomeriggio, verso le 14, quando la Madonna apparve sullo spigolo del grosso macigno, piangente, vestita di nero e con un paio di sandali ai piedi. Alla sua vista, Nerina Faustini, Maria Miana e gli altri scoppiarono in un pianto dirotto. Il pianto cessò quando la Vergine smise di piangere, e le veggenti intonarono il canto sacro "Dio ti salvi", che pareva accompagnato anche dalla Madonna.
Nuovo interesse: analogie con Medjugorje
A Voltago, stando ai racconti e resoconti dell'epoca, la Madonna ebbe un comportamento molto umano. Nella prima apparizione, lunedì 5 luglio 1937, a Nerina Faustini, Maria Miana, Gio¬vanni Miana, Dario Agnolet e Alba Agnolet, aveva un velo nero. I veggenti domandarono il perché di quel velo ne¬ro, ed ella rispose: "Per i peccati del mondo". Nerina Faustini domandò se sarebbe ritornata e la Madonna rispose: con un cenno affermativo del capo.



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MADONNA DI VOLTAGO - (PARTE QUINTA) 

- CONTRADDIZIONI E DUBBI ANCHE IL CLERO SI DIVIDE




Alla prima comparsa aveva a fianco "un bambino": così lo videro i veggenti e così dissero. Il bambino Gesù, ad altri bambini dai 9 ai 13 anni, apparve proprio come un bambino qualsiasi e non come il figlio di Dio.
Alla seconda e terza apparizione, martedì e mercoledì 6 e 7 luglio '37, la Madonna aveva "il bambino" in una culla ed aveva la mano alzata, probabilmente "in atto di benedire".
Nelle prime apparizioni, dunque, la Madonna continua ad essere una "mamma" che si porta dietro il suo bambino. Sempre mercoledì 7 luglio '37, Eisa Miana, intensamente raccolta nella preghiera, aveva un bambino piccolo in braccio: la Madonna protese il braccio e, sorridente, strinse la mano al piccino. Anche da questo episodio emerge la figura materna e, forse, la spiegazione del "perché" la Madonna, in tanti casi, preferisce apparire a fanciulli.
Anche la gente, che accorreva a migliaia, la vedeva come una "mamma": erano in gran numero gli ammalati, taluni inguaribili, gli storpi, qualche cieco. Tutti erano là per chiedere la "grazia" della guarigione tramite le preghiere, in particolare la recita del rosario.
Alcune suore dell'ospedale di Agordo fecero chiedere da Maria Miana se una con sorella, ammalata, sarebbe guarita. La Madonna rispose: "Sì, purché abbiate a pregare".
Il "caso" apparizioni della Madonna a Voltago, a oltre 50 anni di distanza, sarebbe stato riaperto, a Roma, per essere riesaminato e approfondito.
La stupefacente informazione è stata data al Gazzettino da G.C., persona molto nota a Voltago e nell' Agordino per i numerosi incarichi pubblici ricoperti, degna di fede e assolutamente al di sopra di ogni sospetto.
G.c. ha riferito di avere ricevuto di recente la visita di un noto teologo laico che lo ha interrogato sui fatti di Voltago, sul loro svolgersi e sulle sue conoscenze al riguardo.
Se si tratti di un'indagine ufficiale, o riservata, G.c. non ha saputo precisarlo. Il teologo, parlando delle apparizioni della Madonna, ha detto che: " ... sono state riscontrate sorprendenti analogie tra le modalità delle visioni, e tra i "segni" di Medjugorje con le modalità e i segni di Voltago, per cui la Chiesa, a Roma, sta ristudiando il caso, per vedere se, allora, 50 anni orsono, non sia stato chiuso troppo in fretta".
Come noto, Papa Giovanni Paolo II ha una speciale venerazione per la Madonna, per cui è ipotizzabile che dia un grande impulso alla considerazione e alli, verifica di tutta la fenomenologia riguardante le apparizioni della Vergine.
La provincia di Belluno, dopo le presunte apparizioni di Voltago ha avuto anche le presunte apparizioni di Cavarzano, nell'85 e fino a1l'87, che tutti ricordano. Anche di queste ultime il Papa è stato tenuto costantemente informato ed è certo che il suo atteggiamento al riguardo è di molta prudenza, ma anche di spiccato interesse.
Ha suscitato curiosità in alcuni, indifferenza in altri, i più, la voce, che - secondo un ex amministratore comunale di Voltago, G.C., in ambienti qualificati si riesaminerebbe il caso delle apparizioni del 1937, che all'epoca vennero considerate una "montatura".
G.c.fornisce dunque l'ultima testimonianza sulle presunte apparizioni. "A quel tempo io avevo 10 anni e quando si è sparsa la voce che ad altri bambini che io conoscevo appariva la Madonna, ho voluto andare anch'io su a Piandison, per vedere. La Rina Conedera, una bambina seria, mi diceva:
"Vedrai che la Madonna apparirà anche a te, perché sei un tosatèl valènt (un bravo ragazzo-ndr)". Purtroppo, invece, io non la vidi mai. Però, la Rina, quel giorno, mercoledì 7 luglio 1937, il terzo giorno delle visioni vide anche lei la Madonna, per la prima volta, credo.
La gente secondo me, in maggioranza, specialmente nei primi giorni, credeva che le apparizioni fossero autentiche. Conoscendo le veggenti era impossibile pensare che potessero fingere come delle attrici consumate, essendo tutte concordi nel riferire che la Madonna diceva, come appariva e parlando in italiano. Però la maggioranza della popolazione, in seguito, è stata agli ordini della Chiesa perché credere alle apparizioni era considerato più o meno come un'eresia".
PRO E CONTRO" SU VOLTAGO
Se ne interessò anche il futuro papa Giovanni Paolo I
Ave Maria - Voltago 1937 - era scritto su tavola lignea indicatrice del luogo, ove appunto nel 1937, dal 5 luglio al 2 ottobre, un lunedì, giorno dedicato agli Angeli Custodi il 5, e la festa degli Stessi il 2 - si erano suecedute le apparizioni della Madonna ad alcune fanciulle, nella località Piandisòn, a Voltago, nella Valle del Cordevole, nel Bellunese.
La gente era accorsa ben numerosa, e sem¬pre più, tanto che era folla in certi giorni; e un sacerdote, allora quarantenne (Mons. Fortunato Rossi), ricorda di essersi ritrovato nel farsi strada a fatica tra la ressa, con un solo bottone della veste talare, e salito poi sul masso, ove stavano le fanciulle, ben difese dai carabinieri contro l'assalto devoto della folla entusiasta, quando le vide andar in estasi verso il mezzodì, stringeva egli il polso ad esse con le mani robuste, sì da fermar il sangue loro, ma nulla esse avvertivano; e poi a lungo, per delle gran mezz'ore, si prestò a prender su, dalla folla sottostante che attorniava il masso, detto il «Sassòn della Madonna», le corone del Rosario che la gente lo pregava di mettere sul luogo preciso dove le fanciulle dicevano che la Madonna posava i piedi nell'Apparizione. E lui lo faceva volentieri, ma erano tante, e si aggrovigliavano, e non si riusciva poi a resti- tuirle una per una, e premevano dalle altre parti del masso gli altri per aver lo stesso favore ed allora egli diceva: Fate voi! e dall'alto le lasciava cadere tutte, ma dozzine e dozzine e aggrovigliate: e con suo gran stupore le vedeva spartirsi per aria, una per una, come sciolte da una mano invisibile, e cader come fiammiferi, nelle mani dei devoti; e ricominciava con gli altri che chiedevano, lo stesso favore, e sempre si ripeteva la meraviglia. Alla fine volle portarsi un ricordo di quella esperienza, e si prese sotto braccio quel non leggero sasso piatto che era in cima al masso, posto come segno del luogo della comparsa, e lo fece arrivare, tramiteun suo amico, niente meno che da Padre Pio, e il Santo Cappuccin disse subito che era proprio venuta la Madonna a Voltago; e questo lo ripetè pure ad altri del Bellunese.
Don Albino Luciani e Voltago
Anche il maestro del paese quando chiese alle sue scolare cosa aveva loro detto la Madonna, trasecolò, e fu persuaso della veridicità, sentendo le dire in un perfetto toscano che non poteva esser loro: La Madonna ci ha detto: lo sono l'Immacolata Concezione, ma voglio essere chiamata l'Addolorata; e sono venuta perché abbiate a pregare.
Lo stesso futuro Papa Luciani, Giovanni Paolo I, allora giovane Cappellano cooperatore di Mons. Luigi Cappello, fratello di Padre Felice S.J. s'era dovuto occupare della vicenda, per mandato del Vescovo Mons. Giosuè Cattarossi, ed aveva interrogato con acume le fanciulle e ne era rimasto favorevolmente impressionato. In seguito, a distanza di settimane aveva ripetuto per ordine ancora del Vescovo, l'interrogatorio, ed era rimasto, questa volta, perplesso per delle contraddizioni emerse.
Egli aveva trasmesso il verbale coscienziosamente stilato; ed in seguito era venuta una notificazione nientemeno che del Santo Offizio, che negava la credibilità alle Apparizioni (31.12.38). Ma c'è una spiegazione di quella contraddizione nel secondo interrogatorio una delle 5 veggenti doveva aver palesato un segreto che la Madonna aveva affidato alle veggenti, e quella da allora non ebbe più l'apparizione; ma stando-sempre nel gruppo, fu causa delle contraddizioni.


«Comunione mistica»


Una testimonianza singolare in favore delle apparizioni viene dal Vescovo di Feltre e Belluno di allora. Mons. Gerolamo Bortignon disse al parroco di Voltago don Giuseppe Masoch che i Cappuccini del Santuario della Santa Casa a Loreto gli avevan detto che una delle veggenti di Voltago aveva ricevuto sotto i loro occhi la Comunione mistica, dopo che essi s'eran fatti perplessi sentendo che il loro con fratello Cappuccino Vescovo aveva scomunicato le fanciulle di Voltago. Lo stesso Don Giuseppe racconta che durante la guerra una delle veggenti, che frattanto s'era sposata, presentandogli il bambino nato nel 1944, gli aveva detto che la Madonna aveva preannunziato per quel pargolo una carriera di musicista insigne: fu vero, Uto Ughi è un violinista di fama mondiale. Il canonico don Maurizio Barosso, Rettore del Santuario della Madonnna del Portone di Asti, che seguì da vicino i fatti di Voltago, essendovi in villeggiatura nel 1937 , lui che aveva per primo in Italia scritto su Fatima e anche su Laus nel Delfinato in Francia - accolse, definendole dalle contrarietà subite in valle, due delle veggenti e testimoniò pubblicamente sulla Stampa di Torino, cronaca di Asti, che aveva assistito con un confratello religioso ed altra persona alla Stimmatizzazione ricevuta dal Cielo dalle due giovinette che servivano nel suo Santuario del Portone. E quando una delle veggenti suddette entrò a Genova in una congregazione religiosa e la Curia di Belluno trasmise ivi la sanzione di cui era colpita; l'arcivescovo cardinal Siri non volle riconoscere tale sanzione. Questo lo affermò don Masoch, che è parroco a Voltago dal '40 circa e si trovò a dover applicare le misure di sanzioni ecclesiastiche della Curia Bellunese e a dover contrastare quanti salivano al Piandison al 5 di ogni mese, per pregare. Ed un giovane padre cappuccino trentino, che dalla vicina Primiero passava nel!' Agordino per aiutare i parroci, nel suo zelo per obbedire al Decreto del Santo Offizio, è famoso ancor oggi per aver gridato dall' Alto del «Sassòn della Madonna», alla gente sottostante: qui non è comparsa la Madonna! È comparso il diavolo!


Padre Felice Cappello


C'è un saporito episodio da raccontarsi di quei primi giorni dell' Apparizione. La padrona del prato al luogo dell'apparizione, vedendo l'erba calpestata dai pellegrini, si sforzava, con un bastone in mano, di difendere il suo diritto, raccomandando di usar il sentiero; ma al momento dell'apparizione, fu ella stessa favorita dalla visione, e gettò via il bastone, gridando forte: «L'è ver, l'è ver!». Il fratello del Parroco arcidiacono di Agordo, il gesuita, insigne canoni sta padre Felice Maria Cappello, il «confessore di Roma» al S. Ignazio, famoso come Padre Pio a San Giovanni Rotondo, veniva ogni anno dal fratello in Agordo per aiutarlo nel tempo estivo, quand'era libero dal suo insegnamento alla Gregoriana. Ebbene, lui, nato come Papa Luciani (e pur suo parente) nella vicina Val del Biois, accoglieva e consolava e assolveva nel suo illuminato ministero del confessore quelli che erano colpiti dalle sanzioni canoniche in quei tempi. Nel 1985, a maggio, una comitiva di pellegrini tedeschi dalla Svizzera, Austria e Germania, tornando da Medjugorje, fece tappa a Voltago per visitare il luogo di quelle apparizioni, di cui essi sapevano molto, di cui aveva scritto in Belgio, il sacerdote Roberto Ernst. E si dovette aprire un sentiero per arrivare al Sasso benedetto che 53 anni pri¬ma aveva polarizzato su sé tanto concorso e devozione. Da allora quel sentiero fu sempre più battuto. Le profezie di quel 1937 sull'aurora boreale del 25.1.38, sull'incendio di Caviola del 20.8.44 (unica quasi salvata la casa natale di padre Cappello), e della stessa Voltago (ottobre '44) si sono avverate. Dunque c'è il sigillo e il Dito di Dio su Voltago. Padre Pio stesso nel 1938 aveva assicurato (I'abbiam detto) che era vera l'apparizione. Eppure anche contro di lui c'era stato il Monitum del Santo Uffizio come per Voltago. Alle Ghiaie di Bonate di Bergamo, nel 1944 ci furono 13 apparizioni, dal 13 maggio al 31; all'ultima c'era presente una folla di un milione e mezzo» di persone e col viaggiar di allora, sotto le bombe. Ivi la Madonna assicurò: Sarò riconosciuta!
Lo crediamo e preghiamo anche per Voltago.


Giovanni Della Giacoma


IL SEGNO - SETIEMBRE 1990 - 21






CON LE PROSSIME PUBBLICAZIONI ANALIZZEREMO AL MEGLIO LA SITUAZIONE CON TESTIMONIANZE ED INTERROGATORI, DUBBI E CERTEZZE. SICURAMENTE LA STORIA SI FA AVVINCENTE E VISTA A DISTANZA DI ANNI PIU' CHIARA. mOLTI PRELATI SI SUCCEDETTERO. MA PROVATE AD IMMAGINARE LO STRESS PSICOLOGICO DEI VEGGENTI......E QUANTE PRESSIONI



MADONNA DI VOLTAGO - (PARTE SESTA) 

- LE POSIZIONI DELLA CHIESA




Proseque la testimonianza autorizzata di don Giovanni Della Giacoma


Il Cappellano Luciani


era rimasto favorevolmente impressionato
Lo stesso futuro Papa Luciani, Giovanni Paolo I, allora giovane cappellano cooperatore di mons. Luigi Cappello, fratello di Padre Felice S.l s'era dovuto occupare della vicenda, per mandato del vescovo mons. Giosuè Cattarossi, ed aveva interrogato con acume le fanciulle e ne era rimasto favorevolmente impressionato. In seguito, a distanza di settimane aveva ripetuto per ordine ancora del vescovo, l'interrogatorio, ed era rimasto, questa volta, perplesso per delle contraddizioni emerse. Egli aveva trasmesso il verbale coscienziosamente stilato; ed in seguito era venuta una notificazione nientemeno che dal Santo Uffizio, che negava la credibilità alle apparizioni (31.12.38).
Ma c'è una spiegazione di quella contraddizione: nel secondo interrogatorio una delle sei veggenti doveva aver palesato un segreto che la Madonna aveva affidato loro, e quella da allora non ebbe più l'apparizione; ma stando sempre nel gruppo, fu causa delle contraddizioni.


La Madonna preannuncia la carriera del violinista Uto Ughi


Una testimonianza singolare in favore delle apparizioni viene dal vescovo di Belluno e di Feltre di allora. Monsignor Girolamo Bortignon disse al parroco di Voltago don Giuseppe Masoch che i Cappuccini del Santuario della Santa Casa a Loreto gli avevano dichiarato che una delle veggenti di Voltago aveva ricevuto sotto i loro occhi la Comunione mistica, dopo che essi s'eran fatti perplessi sentendo che il loro confratello cappuccino Vescovo aveva scomunicato le fanciulle di Voltago. Lo stesso don Giuseppe racconta che durante la guerra una delle veggenti, che frattanto s'era sposata, presentandogli il bambino nato nel 1944, gli aveva detto che la Madonna aveva preannunziato per quel pargolo una carriera di musicista insigne: fu vero, Uto Ughi è un violinista di fama mondiale.


Le stigmate a due veggenti


Il canonico don Maurizio Barosso, Rettore del Santuario della Madonna del Portone di Asti, che seguì da vicino i fatti di Voltago, essendovi in villeggiatura nel 1937, lui - che aveva per primo in Italia scritto su Fatima e anche su Laus nel Delfinato in Francia - accolse, defilandole dalle contrarietà subite in valle, due delle veggenti e testimoniò pubblicamente sul giornale La Stampa di Torino, cronaca di Asti, che aveva assistito con un confratello religioso ed altra persona alla Stimmatizzazione ricevuta dal Cielo delle due giovinette che servivano nel suo Santuario del Portone.


Il Cardinale Siri


non applicò le sanzioni avverse alle veggenti
E quando una delle veggenti suddette entrò in una congregazione religiosa e la Curia di Belluno trasmise ivi la sanzione di cui era colpita, l'arcivescovo cardinal Siri non volle riconoscere tale sanzione. Questo lo affermò don Masoch, che è parroco a Voltago dal '40 circa e si trovò a dover applicare le misure di sanzioni ecclesiastiche della Curia bellunese e a dover contrastare quanti salivano al Piandison il 5 di ogni mese, per pregare. Ed un giovane padre cappuccino trentino, che dalla vicina Primiero passava nell'Agordino per aiutare i parroci, nel suo zelo per obbedire al Decreto del Santo Uffizio, è famoso ancor oggi per aver gridato dall'alto del "Sassòn della Madonna", alla gente sottostante: qui non è comparsa la Madonna! È comparso il diavolo!


Padre Pio assicurò che l'apparizione era vera


Le profezie di quel 1937 sull'aurora boreale del 25.1.38, sull'incendio di Caviola del 20.8.44 (unica quasi salvata la casa natale di padre Cappello), e della stessa Voltago (ottobre '44) si sono avverate. Dunque c'è il sigillo e il dito di Dio su Voltago. Padre Pio stesso nel 1938 aveva assicurato (l'abbiam detto) che era vera l'apparizione. Eppure anche contro di lui c'era stato il Monitum del Santo Uffizio come per Voltago.


Padre Celso parla di "Anime in istato di Grazia"


La Curia Vescovile di Belluno incaricò un frate domenicano, Padre Celso, di compiere un attento esame relativo ai fatti prodigiosi di Voltago.
La sua relazione di testimone oculare, dotta e .qualificata, non è sintetica.
Riportiamo i frammenti più qualificanti.
1. "Le estastatiche di Voltago ... non subiscono alterazioni della personalità, dignità della orazione e della contemplazione che si riverbera anche esteriormente in un abbellimento luminoso e edificante della persona;
2. il loro argomentare quando parlano è sempre strettamente logico, morale, religiosamente elevato;
3. è sempre ortodosso e rigoro¬samente dogmatico;
4. dopo l'estasi più dolorose come
sono quelle in cui rivivono la passione del Signore e nelle quali appaiono a momenti come esanimi si ridestano fresche e riposate, colla spirituale semplicità propria delle anime in istato di grazia".
Non c'è stato intervento diabolico.
"La folla dei fedeli ha veduto ... e ha creduto"
Non c'è stato intervento diabolico.


Padre Celso considerò anche la possibile intromissione di Satana, e si pronunciò deci¬samente contro' l'intervento diabolico, nei seguenti termini


1. "L'estrema dignità e l'angelica compostezza di tutte l'estasi, nelle quali non una parola, non un gesto, non un atteggiamento si sono potuti raccogliere meno che devoti e moventi a pro¬fonda pietà.


2. La vocazione allo stato religioso delle giovani estatiche, le quali non altro desiderano che di fuggire il mondo e rifugiarsi nel chiostro a vita di preghiera e penitenza.


3. L'invito costantemente accolto nelle estasi alla meditazione della passione del Signore come rimedio dei mali presenti; alla minaccia di paurosi castighi se il Mondo non si converte presto a penitenza.


4. L'ondata di devozione alla Vergine Santa destatasi tra questa popolazione e tra le genti lontane che hanno avuto sentore dei fatti di Voltago.


5. Una inusitata pietà, l'incremento della Fede che la grande maggioranza dei fedeli provarono e provano sul posto delle apparizioni, dove le anime hanno in maniera che non lascia dubbio il senso del Divino, così com'esso è palese nei grandi Santuari e nelle ore della Grazia.


In questo momento in cui l'illustre presule, mons. Vescovo di Feltre e di Belluno ritiene i fatti di tale serietà da demandarne l'esame alla competenza del Santo Uffizio, persone poco prudenti si levano da più parti e li condannano pubblicamente presentando lo spettacolo para¬dossale ma autentico di giudici che sentenziano senza cognizione di causa.


QUESTA PARTE E' TRATTA DALLA RIVISTA "FILO' "


* UNA DOMANDA INGENUA E' D'OBBLIGO, PERCHE' ANCOR OGGI ANNO 2010 LA CHIESA HA ANCORA PAURA DELLE APPARIZIONI DI VOLTAGO? A DISTANZA DI ANNI E SCIOLTI DALL'IGNORANZA DEL TEMPO POTREBBERO ANALIZZARE LA SITUAZIONE. FORSE SONO TROPPO OCCUPATI CON LE COSE TERRENE PER POTER DEDICARE UN PO DI TEMPO AL RESTO, ANCHE PERCHE' IL RESTO E' IL SOPRANATTURALE E FORSE UN PO PIU' DIFFICILE DA ANALIZZARE PER DELLE MENTI ABITUATE ALLA QUOTIDIANITA' TERRENA
CHER.



segue...